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Locomotore a fuoco, paura per il gas a Zoagli (Genova)Nella notte, paura a Zoagli a causa di un principio di incendio divampato su un locomotore che trainava un treno merci composto da dieci carri-cisterna adibiti al trasporto di propilene, un gas altamente infiammabile. I carri erano vuoti, per fortuna, ma i macchinisti hanno segnalato la presenza di alcuni residui in ciascuna delle cisterne. Per molti minuti si è temuto che si ripetesse una nuova tragedia come quella di Viareggio, lo scorso 30 giugno, che provocò una strage e tantissimi. danni. Le fiamme sono divampate alle 20.15, mentre il convoglio transitava all’interno della galleria Castellaro, in località Arenella di Zoagli, esattamente sotto la casa di riposo Conte Canevaro, appena superata la stazione ferroviaria di Zoagli, subito dopo il viadotto che attraversa l’abitato di Zoagli, mentre viaggiava in direzione di Genova. macchinisti hanno notato il fumo che fuoriusciva dal locomotore E656 della Divisione Cargo di Trenitalia, un vecchio “Caimano”, e hanno immediatamente azionato i freni. Subito dopo hanno avvertito il centralino 115 dei vigili del fuoco di Genova, dando l’allarme. Sul posto sono immediatamente arrivati i pompieri di Chiavari e di Rapallo, oltre a una squadra inviata dal comando provinciale. A provvedere a recintare e a a mettere in sicurezza la zona delle operazioni hanno provveduto, intanto, i carabinieri della stazione di Zoagli e della compagnia di Chiavari. I vigili del fuoco hanno avuto difficoltà a raggiungere il locomotore all’interno del tunnel, anche perché occorreva, prima di iniziare le operazioni di spegnimento, disattivare l’alimentazione della linea aerea elettrica da 3000 volt. Contemporaneamente, personale di Trenitalia ha inviato sul posto uno specialista per coordinare le operazioni sulla linea ferroviaria. Dalla centrale veniva intanto bloccata la circolazione di tutti i convogli in entrambi i sensi. Subito dopo l’inizio dell’intervento dei vigili del fuoco, le fiamme hanno incominciato a divampare con maggiore violenza, creando una densa nuvola di fumo bianco che ha ostacolato il lavoro degli uomini, invadendo l’intera galleria e azzerando la visibilità. A quel punto è divenuto ancora più urgente provvedere a portare al’esterno del tunnel i carri-cisterna, a rischio di esplosione. I capisquadra dei vigili del fuoco hanno quindi deciso di chiedere l’intervento di un altro locomotore che, agganciando il convoglio bloccato in galleria dalla coda, lato Zoagli, lo trainasse all’esterno del tunnel portandolo a distanza di sicurezza. I pompieri hanno spiegato al personale delle Ferrovie che l’operazione andava conclusa in brevissimo tempo, altrimenti sarebbero stati costretti a ordinare l’evacuazione dell’area abitata sopra la ferrovia. Alle 21.47, fortunatamente, è giunto sul luogo dell’incendio da Chiavari un locomotore che era fermo sui binari della stazione e gli è stato subito agganciato il convoglio che, subito dopo, è stato trainato all’aperto mentre dal locomotore continuava a uscire fumo. Un’operazione non facile, dal momento che il treno era ancora frenato. Alle 22.07 il treno è stato finalmente spostato dal tunnel e, più tardi, si è poi deciso di spostarlo in stazione a Zoagli, dove i vigili del fuoco hanno potuto cominciare l’operazione di spegnimento della combustione sul locomotore con getti d’acqua, mettendolo quindi in sicurezza, oltre la mezzanotte. L’incidente ha creato enormi disagi al traffico ferroviario sulla linea tirrenica, spaccando in due la Liguria e interrompendo i collegamenti tra Torino e Milano con la Toscana e il centro-sud d’Italia. A lungo bloccato a Riva Trigoso anche il treno Eurostar Fast. Soltanto alle 22.40 è stato possibile riattivare il traffico ferroviario su un binario unico per entrambe le direzioni, mentre le operazioni di bonifica sono andate avanti sino alle 2.30. Tantissimi i ritardi accumulati dai convogli nelle oltre due ore e mezzo in cui il traffico è rimasto bloccato: è stato necessario attendere ancora diverse ore prima che la circolazione sulla linea Genova-La Spezia potesse riprendere completamente. Fonte: Il Secolo XIX |
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