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	<title>Commenti per the Pequod</title>
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	<description>Per navigare liberi e informati</description>
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		<title>Commenti su FERROVIE: AL VIA MACCHINISTA UNICO E 900 ASSUNZIONI. di Giorgio</title>
		<link>http://thepequod.altervista.org/blog/?p=46&#038;cpage=1#comment-9</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:11:37 +0000</pubDate>
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		<description>De Sanctis: &quot;Chi ha firmato accordo con Trenitalia si è assunto una grave responsabilità&quot;

&quot;Stigmatizziamo l&#039;accordo di venerdi notte tra Trenitalia e i sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL per l&#039;introduzione del macchinista unico alla guida dei treni. Chi ha firmato si è assunto una responsabilità molto grave. Se i treni italiani sono i più sicuri d&#039;Europa lo sono grazie al doppio macchinista. Se si dimezzeranno gli equipaggi significherà allineare l&#039;Italia al numero di incidenti e disastri che ci sono in Europa, come in Germania dove sono il triplo che da noi, come a Parigi St. Denis dove solo poche settimane fa un macchinista unico ai primi mesi di esperienza non ha potuto evitare il disastro, come in Spagna! Di questa efficienza ed economicità non avevamo alcun bisogno&quot;. E&#039; quanto afferma Fabrizio De Sanctis, responsabile trasporti del PdCI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>De Sanctis: &#8220;Chi ha firmato accordo con Trenitalia si è assunto una grave responsabilità&#8221;</p>
<p>&#8220;Stigmatizziamo l&#8217;accordo di venerdi notte tra Trenitalia e i sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL per l&#8217;introduzione del macchinista unico alla guida dei treni. Chi ha firmato si è assunto una responsabilità molto grave. Se i treni italiani sono i più sicuri d&#8217;Europa lo sono grazie al doppio macchinista. Se si dimezzeranno gli equipaggi significherà allineare l&#8217;Italia al numero di incidenti e disastri che ci sono in Europa, come in Germania dove sono il triplo che da noi, come a Parigi St. Denis dove solo poche settimane fa un macchinista unico ai primi mesi di esperienza non ha potuto evitare il disastro, come in Spagna! Di questa efficienza ed economicità non avevamo alcun bisogno&#8221;. E&#8217; quanto afferma Fabrizio De Sanctis, responsabile trasporti del PdCI.</p>
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		<title>Commenti su Disastro ferroviario di Crevalcore, tutti assolti. di thepequod</title>
		<link>http://thepequod.altervista.org/blog/?p=20&#038;cpage=1#comment-8</link>
		<dc:creator>thepequod</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 07:45:20 +0000</pubDate>
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		<description>Mercoledì 13 maggio 2009  -&lt;strong&gt; La sicurezza del treno di Crevalcore era  affidata all&#039;infallibilità del macchinista&lt;/strong&gt;

La sicurezza del treno pendolari che nel gennaio 2005 si scontrò con un merci a Crevalcore, linea a binario unico,provocando la morte di 17 persone, era affidata soltanto alla infallibilità del macchinista, alle incerte comunicazioni via telefonino delle variazioni di traffico, alla fortuna.

E&#039; questa l&#039;immagine che scaturisce dalla sentenza di assoluzione dei dirigenti delle FS emessa dal Tribunale di Bologna.

All&#039;epoca  esistevano già  sistemi elettronici sofisticati, le sicurezze affidate a sistemi esperti, ma su questa linea a binario unico si continuava ad operare con l&#039;affidamento alla infallibilità del macchinista.
E&#039; verosimile affermare che i ritardi nell&#039;adottare tecnologie di sicurezza erano addebitabili al fatto che gli investimenti per l&#039;alta velocità avevano svuotato le casse dell&#039;Azienda e gli investimenti per la sicurezza su questa come su altre linee pendolari, per scelta del management,non erano più una priorità?
Chi aveva operato queste scelte? Chi aveva il potere di modulare il flusso degli investimenti per la sicurezza tecnologica anche sulle linee non toccate dall&#039;alta velocità? Sembra difficile immaginare  che l&#039;AD non avesse voce in capitolo in queste scelte...

La catena delle responsabilità sulla gestione dei sistemi di sicurezza scompare dalla recente sentenza del Tribunale di Bologna emessa due giorni fa, con l&#039;assoluzione dei massimi dirigenti. Non intendiamo entrare nel merito tecnico della sentenza, occorre attendere  le motivazioni.

Riteniamo invece richiamare l&#039;attenzione sugli impatti negativi  di una impostazione semplificatoria  &quot;post moderna&quot;   che appare trascurare le problematiche della gestione della sicurezza nei sistemi complessi e scaricare le responsabilità solo sui livelli operativi più diretti, in questo caso il macchinista deceduto nell&#039;incidente.

La sentenza di Bologna sulla tragedia di Crevalcore, quali che ne siano le motivazioni, viene percepita come un allineamento alla tendenza sempre più frequente  di scagionare i manager dalle responsabilità per la mancata adozione di sistemi di gestione della sicurezza adeguati. Dal processo per il disastro aereo di Linate a quello del Pendolino deragliato a Piacenza i manager con il massimo potere decisionale ne sono sempre usciti indenni.

In altri termini, per collegarci all&#039;attualità,  in questa vicenda giudiziaria appare che l&#039;art.10 bis dello schema di modifiche del d.lgs 81/08  sia ritenuto già vigente in diverse sedi giudiziarie, mentre appare abbastanza  trascurata l&#039;analisi dei sistemi di responsabilità e le eventuali colposità derivanti dalla mancata scelta di adottare sistemi gestionali della sicurezza  che intervenissero  per &quot;rimediare&quot; gli eventuali errori umani degli operatori diretti.

Appare per davvero  inaccettabile una cultura giuridica  che  ignora come fossero già disponibili all&#039;epoca sistemi elettronici che codificavano la linea ,  in grado di correggere l&#039;errore umano: erano  sul mercato e operativi sulle stesse linee FS dedicate all&#039;Alta velocità.

La narrazione dei fatti che suggella la sentenza appare  molto lontana dalla rappresentazione e dall&#039;esperienza quotidiana  di coloro che operano direttamente sul campo come macchinisti e capitreno: è su questo divario che occorre fare riferimento per costruire  un giudizio più equilibrato su questa tragica vicenda, per il rispetto del macchinista deceduto e per le vittime del disastro ferroviario.


Gino Rubini
editor www.diario-prevenzione.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 13 maggio 2009  -<strong> La sicurezza del treno di Crevalcore era  affidata all&#8217;infallibilità del macchinista</strong></p>
<p>La sicurezza del treno pendolari che nel gennaio 2005 si scontrò con un merci a Crevalcore, linea a binario unico,provocando la morte di 17 persone, era affidata soltanto alla infallibilità del macchinista, alle incerte comunicazioni via telefonino delle variazioni di traffico, alla fortuna.</p>
<p>E&#8217; questa l&#8217;immagine che scaturisce dalla sentenza di assoluzione dei dirigenti delle FS emessa dal Tribunale di Bologna.</p>
<p>All&#8217;epoca  esistevano già  sistemi elettronici sofisticati, le sicurezze affidate a sistemi esperti, ma su questa linea a binario unico si continuava ad operare con l&#8217;affidamento alla infallibilità del macchinista.<br />
E&#8217; verosimile affermare che i ritardi nell&#8217;adottare tecnologie di sicurezza erano addebitabili al fatto che gli investimenti per l&#8217;alta velocità avevano svuotato le casse dell&#8217;Azienda e gli investimenti per la sicurezza su questa come su altre linee pendolari, per scelta del management,non erano più una priorità?<br />
Chi aveva operato queste scelte? Chi aveva il potere di modulare il flusso degli investimenti per la sicurezza tecnologica anche sulle linee non toccate dall&#8217;alta velocità? Sembra difficile immaginare  che l&#8217;AD non avesse voce in capitolo in queste scelte&#8230;</p>
<p>La catena delle responsabilità sulla gestione dei sistemi di sicurezza scompare dalla recente sentenza del Tribunale di Bologna emessa due giorni fa, con l&#8217;assoluzione dei massimi dirigenti. Non intendiamo entrare nel merito tecnico della sentenza, occorre attendere  le motivazioni.</p>
<p>Riteniamo invece richiamare l&#8217;attenzione sugli impatti negativi  di una impostazione semplificatoria  &#8220;post moderna&#8221;   che appare trascurare le problematiche della gestione della sicurezza nei sistemi complessi e scaricare le responsabilità solo sui livelli operativi più diretti, in questo caso il macchinista deceduto nell&#8217;incidente.</p>
<p>La sentenza di Bologna sulla tragedia di Crevalcore, quali che ne siano le motivazioni, viene percepita come un allineamento alla tendenza sempre più frequente  di scagionare i manager dalle responsabilità per la mancata adozione di sistemi di gestione della sicurezza adeguati. Dal processo per il disastro aereo di Linate a quello del Pendolino deragliato a Piacenza i manager con il massimo potere decisionale ne sono sempre usciti indenni.</p>
<p>In altri termini, per collegarci all&#8217;attualità,  in questa vicenda giudiziaria appare che l&#8217;art.10 bis dello schema di modifiche del d.lgs 81/08  sia ritenuto già vigente in diverse sedi giudiziarie, mentre appare abbastanza  trascurata l&#8217;analisi dei sistemi di responsabilità e le eventuali colposità derivanti dalla mancata scelta di adottare sistemi gestionali della sicurezza  che intervenissero  per &#8220;rimediare&#8221; gli eventuali errori umani degli operatori diretti.</p>
<p>Appare per davvero  inaccettabile una cultura giuridica  che  ignora come fossero già disponibili all&#8217;epoca sistemi elettronici che codificavano la linea ,  in grado di correggere l&#8217;errore umano: erano  sul mercato e operativi sulle stesse linee FS dedicate all&#8217;Alta velocità.</p>
<p>La narrazione dei fatti che suggella la sentenza appare  molto lontana dalla rappresentazione e dall&#8217;esperienza quotidiana  di coloro che operano direttamente sul campo come macchinisti e capitreno: è su questo divario che occorre fare riferimento per costruire  un giudizio più equilibrato su questa tragica vicenda, per il rispetto del macchinista deceduto e per le vittime del disastro ferroviario.</p>
<p>Gino Rubini<br />
editor <a href="http://www.diario-prevenzione.it" rel="nofollow">http://www.diario-prevenzione.it</a></p>
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